La nascita del progetto

L’Orto Sociale di Alberto e Giuliana nasce dalla volontà di Don Antonio Cecconi di rendere disponibile alla comunità la casa dei suoi genitori, Alberto e Giuliana, e due campi incolti adiacenti.
Questo gesto altruistico ha dato vita a un progetto che non solo recupera terreni abbandonati, ma crea anche uno spazio di inclusione sociale, dove le persone possono crescere e sviluppare nuove competenze.
Un progetto che Cresce
Il progetto “Orto sociale di Alberto e Giuliana” è nato grazie all’importante lavoro di rete svolto da AIPD Pisa aps-ets che per anni ha curato gli spazi agricoli promuovendo attività inclusive rivolte a persone con sindrome di Down. Nel 2025, AIPD Pisa ha concesso in comodato d’uso gli spazi alla Cooperativa sociale Meraki Emeis, affinché potesse proseguire e sviluppare il progetto, ampliandone obiettivi e attività. L’orto continua così a essere un luogo di inclusione, formazione e socializzazione, in cui le persone possono acquisire competenze, autonomie e nuove opportunità di partecipazione attiva alla vita comunitaria.

Punto St’Orto: un punto di partenza per Meraki Emeis

L’Orto sociale di Alberto e Giuliana non è solo un progetto agricolo. Qui, il valore della comunità si esprime ogni giorno attraverso la solidarietà, la collaborazione e l’inclusione.
Ma per noi, questo non basta. Vogliamo fare un passo in più: trasformare l’Orto anche in una vera opportunità lavorativa per le persone con cui collaboriamo. L’impegno e la cura che mettono nella coltivazione trovano un riconoscimento concreto nella vendita dei prodotti presso Punto St’Orto. In questo modo, chi partecipa al progetto non solo contribuisce al benessere collettivo, ma costruisce anche il proprio futuro.
Con Punto St’Orto, Meraki Emeis investe in un modello di economia sociale e solidale che valorizza il lavoro, la dignità e la comunità. Un modello che vogliamo far crescere, stagione dopo stagione, insieme.
Un ambiente condiviso per incontrarsi e fare insieme



Il Lavoro Agricolo come Strumento di Crescita

1 Riscoprire il contatto con la natura
2 Sviluppo di competenze pratiche
3 Rafforzamento dell’autostima
4 Costruzione di relazioni significative
Agricoltura Sociale
Un Modello Virtuoso di Agricoltura Sociale
La terra come strumento di inclusione e crescita personale
Generazione di valore per la comunità
Integrazione, benessere e legami autentici

Collaborazione con altre realtà

Attività di Laboratorio e Incontri Settimanali
Partecipazione di ragazzi con sindrome di Down e minori extracomunitari non accompagnati
Piantumazione di semi di stagione in vasche di legno
Attività pratiche e teoriche per favorire l’inclusione
Il Frutteto come Simbolo di Rinascita
Un Frutteto di albicocche, susine, pere, melograni,ciliegie, kaki, ecc..
Simbolo di sostenibilità, crescita e inclusione concreta
Partecipazione attiva di giovani e adulti nella cura e manutenzione

Il Ruolo degli Educatori e Volontari e Numeri del Progetto

Il progetto non sarebbe stato possibile senza il contributo fondamentale degli educatori, dei volontari e dei tirocinanti, che coordinano le attività e facilitano le interazioni tra i partecipanti. La loro presenza è essenziale per creare un ambiente armonioso e inclusivo, dove ognuno può esprimere il proprio potenziale in modo sicuro e supportato.
Educatori: 4
Partecipanti AIPD: 20
Partecipanti Controvento: 5
Inserimenti socio-terapeutici: 3
Giornate di incontri: Mercoledì e Venerdì
Il Processo di realizzazione

L’Orto Sociale di Alberto e Giuliana è molto più di un semplice progetto agricolo. È un luogo di incontro, di crescita e di condivisione, dove il valore della comunità si esprime attraverso la solidarietà e la collaborazione. Ogni pianta che cresce nell’orto è un simbolo di un percorso condiviso, che porta alla creazione di legami duraturi e significativi tra le persone.